Perché siamo chiamati a contribuire volontariamente alla manutenzione del verde del nostro quartiere? È bene spiegarlo sia per i nuovi abitanti che per i soci iniziali del Consorzio che hanno forse dimenticato come si sono svolti gli avvenimenti.

UN PO’ DI STORIA

Il Consorzio Fonte Meravigliosa si era impegnato a effettuare la manutenzione del verde pubblico fino alla cessione effettiva delle aree al Comune, come previsto nel Piano di Zona. Il procedimento di regolarizzazione di tale passaggio, però, non è mai stato completato per la mancata disponibilità, da parte del Consorzio, ad ottemperare quanto previsto negli atti d’obbligo (cessioni e collaudi delle opere), ma soprattutto per il rifiuto di consegnare gli indispensabili frazionamenti, necessari agli Uffici comunali per individuare le aree e i manufatti da acquisire al patrimonio pubblico. Nel 1996, intanto, il Consorzio cessava di effettuare la manutenzione alla quale si era impegnato e chiedeva agli abitanti di versare un contributo obbligatorio. I cittadini si rifiutavano e davano vita a Fonteverde, associazione senza fini di lucro, basata su attività volontaria e benemerita di alcuni residenti, per la gestione delle aree verdi tramite contributi volontari degli abitanti. Questione di senso civico insomma. In tutti questi anni, con abnegazione e pazienza infinita, Fonteverde ha provveduto al mantenimento di quel bene preziosissimo – per noi e per il valore delle nostre abitazioni – che è il patrimonio di alberi e prati del quartiere. Contemporaneamente, a vari livelli, i cittadini si sono adoperati presso gli Uffici Comunali affinché venissero completate le procedure per l’attuazione del Piano di Zona.

QUALE FUTURO PER LE NOSTRE AREE VERDI?

La soluzione da sempre auspicata è quella di arrivare, una volta formalizzato il passaggio delle aree al Comune, ad un affidamento della gestione diretta delle aree verdi, da parte del Servizio Giardini, ad una Cooperativa o Associazione che possa usufruire dello stanziamento comunale – senz’altro insufficiente per un’idonea manutenzione – integrato però dalle contribuzioni volontarie degli abitanti del quartiere (di minima entità, se versate da tutti). Gli Uffici comunali sembra si stiano attivando per la definizione del Piano di Zona, ed è quindi necessario che Fonteverde non si sciolga. Ma perché ciò non accada occorre che si risvegli quel senso civico che aveva motivato gli abitanti a partecipare al mantenimento delle aree verdi e che aumenti la partecipazione dei contribuenti (oggi solo un terzo di tutti gli abitanti….!).

MOBILITIAMOCI, PARTECIPIAMO E CONTRIBUIAMO TUTTI.

Il CdQ